Varicocele

Il varicocele è una dilatazione delle vene del funicolo spermatico. La dilatazione, che è più evidente in stazione eretta si associato a reflusso di sangue che viene ben documentato con ecocolordoppler testicolare. Può essere sinistro come nella maggior parte dei casi, oppure, più raramente, destro o bilaterale. Le caratteristiche anatomiche del lato sinistro ne favoriscono l’insorgenza. Il varicocele è asintomatico o nelle forme più avanzate genera dolore. Nei pazienti con varicocele è sempre indicato uno studio del liquido seminale (spermiogramma) per le note implicazioni di questa patologia sulla fertilità del maschio. L’alterazione del liquido seminale che si riscontra di frequente nel varicocele è una ridotta concentrazione degli spermatozoi ed una ridotta motilità degli stessi (oligo-astenozoospermia). In alcuni casi, sebbene lo spermiogramma sia normale, non risulta esserlo la cromatina degli spermatozoi. In questi casi  il test di frammentazione del DNA spermatico è patologico.  Il miglioramento dei parametri seminali si possono osservare da sei a nove mesi dalla data dell’intervento.

La correzione del varicocele è possibile con diverse tecniche: dalla chirurgica alla  scleroembolizzazione.

 

CENNI DI TECNICA CHIRURGICA

La varicocelectomia inguinale/sottoinguinale rappresenta la via di accesso più utilizzata. Essa ha il vantaggio di consentire l’esteriorizzazione del funicolo spermatico, in modo da favorire l’identificazione oltre alle vene (plesso pampiniforme), dell’arteria spermatica, dei vasi linfatici e delle piccole vene intorno alle arterie. La via inguinale/subinguinale espone in assoluto al minor rischio di recidiva.

La procedura tradizionale della varicocelectomia subinguinale richiede, previa anestesia locale con carbocaina al 2%, una  piccola incisione (2-4 cm) al di sotto dell’anello inguinale esterno evitando l’apertura del muscolo obliquo esterno dell’addome.  Successivamente viene isolato ed esteriorizzato il  funicolo spermatico, all’interno del quale sono contenuti oltre i  vasi arteriosi, venosi e linfatici testicolari anche il dotto deferente. Successivamente vengono identificate, legate ed eventualmente sezionate le vene testicolari dilatate. Il funicolo viene quindi riposizionato nella sua sede originaria.

L’intervento viene di solito eseguito con magnificazione ottica (ingrandimento) in anestesia locale associata a sedazione.

 

Risultati

La varicocelectomia induce miglioramento dello spermiogramma in una percentuale che varia dal 30% all’80% dei casi. Dopo varicocelectomia, sono stati riportati indici di gravidanza variabili dal 20% al 60%.

 

Complicanze

  1. IDROCELE (5% dei casi) Una delle maggiori complicanze riscontrate in seguito ad intervento di varicocelectomia è la formazione di un idrocele, cioè una raccolta liquida attorno al testicolo: l’incidenza di tale evento è inferiore al 5%. L’idrocele si forma in seguito all’ostruzione linfatica dovuta all’intervento. La sua risoluzione è di tipo chirurgico.
  1. LEGATURA DELL’ARTERIA TESTICOLARE (0.1% dei casi) La lesione dell’arteria spermatica può avvenire durante le fasi di dissezione del funicolo per varicocelectomia. La lesione o la legatura dell’arteria spermatica potrebbe aumentare il rischio di insorgenza di atrofia testicolare. L’incidenza di questo evento nella nostra casistica è dello 0.1%.
  2. VARICOCELE RECIDIVO (1% dei casi). L’incidenza delle recidive dopo intervento chirurgico è di circa il 5%. Gli interventi per via inguinale/subinguinale presentano una minore incidenza di recidive. Le tecniche microchirurgiche permettono di ridurre la recidiva del varicocele a meno dell’1%.
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