Il papillomavirus (HPV) è un problema serio anche per l’uomo

CHE COS’E’ L’HVP ?

HumanPapillomaVirus.  Si tratta di un virus  di cui oggi se ne conoscono circa 200 genotipi diversi.  I genotipi sono specie specifici ed organo specifici: ogni genotipo è specifico per specie animali e nella stessa specie è specifico per alcuni tessuti. Quelli di frequente riscontro nelle patologie dell’uomo (donne ed uomini) sono riportati nella tabella.

 

genotipi HPV

 

 

Nella maggior parte dei casi l’infezione riguarda tipi di HPV non aggressivi e ben contrastati dal sistema immunitario che riesce a bloccarli. Alcuni ceppi possono creare delle patologie nell’area genitale-anale, oro-faringe sia della donna che dell’uomo. Oggi si ritiene che l’ infezione da HPV sia una delle più comuni malattie sessualmente trasmesse. Il papillomavirus può colpire a qualsiasi età, la massima incidenza si ha nelle persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
Ad oggi la maggior parte dei test sono esclusivamente femminili e manca la diagnosi precoce nel maschio. Molti uomini non sanno di essere stati contagiati e quindi diventano portatori sani del virus. Nell’uomo la diagnosi è semplice quando si formano i condilomi che si spargono nell’area genito-anale e richiedono una visita andrologica urgente ed il virus viene presto diagnosticato. Molti ceppi però di papillomavirus non portano alla formazione di lesioni mucose visibili e sono soprattutto i più aggressivi ed asintomatici.

L’INFEZIONE DA HPV COLPISCE SOLO LE DONNE ?

NO

Secondo una ricerca della Società Italiana della Contraccezione la maggior parte dei giovani maschi ritiene che l’HPV colpisca solo il sesso femminile. Oggi è noto invece che il 65-70% dei maschi contrae  un’infezione da HPV nel corso della vita

Purtroppo il maschio a sua insaputa rappresenta una importante riserva del virus (portatore asintomatico), che gioca un ruolo significativo nella trasmissione e nella persistenza dell’infezione nella donna. Spesso nell’uomo l’infezione  può essere asintomatica, cioè senza lesioni clinicamente evidenti ma evidenziabili solamente con la penoscopia, ed i test di molecolari (HPV-DNA test).

COME AVVIENE LA TRASMISSIONE?

Il papillomavirus genitale si trasmette attraverso contatto sessuale (95% dei casi), il più sovente durante sesso vaginale e anale. Infatti vi sono almeno 40 diversi genotipi di HPV che determinano lesioni  genitali.

La maggioranza delle persone sessualmente attive entra in contatto con il virus ad un dato momento della vita, anche se i più non se ne renderanno mai conto, perché il papillomavirus provoca non sempre  infezioni sintomatiche.

Poiché il virus HPV non sopravvive al di fuori delle cellule, per il trasporto del virus è necessario che vi siano cellule vive, questo spiega perché è rara la trasmissione tramite oggetti a meno che su di essi non siano rimaste secrezioni mucose contenenti cellule vive ed infette dal virus.

In base allo stesso meccanismo si spiega come sia possibile trasportare il virus da una parte all’altra del corpo o da un partner all’altro, con le dita.

COME SI MANIFESATA L’INFEZIONE HPV NEL MASCHIO?
Nella maggior parte dei casi il papillomavirus viene eliminato spontaneamente senza provocare problemi alla salute: si ritiene che il nostro sistema immunitario riesca quasi sempre a neutralizzare ed eliminare il virus in modo naturale.

A volte però il papillomavirus non regredisce spontaneamente. Alcuni genotipi virali in particolare provocano lesioni della mucosa (vedi la tabella). L’infezione genitale da HPV nell’uomo  si manifesta in forme polimorfe che vanno dal classico condiloma acuminato alle forme subcliniche meno visibili clinicamente come le papule appena rilevate sulla cute, pigmentate o non pigmentate situate sul glande, prepuzio, frenulo oppure asta del pene. Le papule (diametro da 3 a 10 mm) possono essere uniche, multifocali o coalescenti. Esse rappresentano il caratteristico aspetto della papulosi Bowenoide, che all’esame (istologico) mostrano un range di malformazione cellulare (atipia cellulare) che varia da una semplice infiammazione da HPV alla displasia severa (cellula pre-tumorale) sino al carcinoma in situ.

IL VIRUS HPV PUO’ CREARE INFERTILITA’ NEL MASCHIO?

L’HPV è stato rilevato nel liquido seminale del 10 % circa dei maschi sessualmente attivi e nel 20,4% di uomini con problemi di fertilità. Il virus ha la capacità di legarsi agli spermatozoi influenzando negativamente la vitalità spermatica, la morfologia, la motilità e aumentando la frammentazione del loro DNA. Attraverso un semplice test che si esegue nel liquido seminale si può diagnosticare la presenza del virus nei pazienti infertili e nelle coppie in cui ci sono stati diversi aborti.

 

RISCHIO DI INFEZIONE DA HPV?

Alcuni stili di vita rendono più probabile il rischio di contrarre un’infezione da HPV. Anche se non si presentano segni visibili, è una buona regola che l’uomo sia etero che omosessuale si sottoponga a regolari controlli medici nei seguenti casi:

  • Scarso uso del profilattico
  • Promiscuità sessuale
  • Pregresse infezioni sessualmente trasmissibili (gonorrea, sifilide, chlamidia etc)
  • Rapporti con partner con diagnosticata infezione da HPV

 

NEL MASCHIO OMOSESSUALE ?

Sulla stessa linea che il virus HPV è un agente nella genesi del tumore della cervice uterina e che il partner maschile possa essere implicato come vettore asintomatico del virus, le stesse considerazioni possono essere fatte per il maschio omosessuale che pone il suo partner a rischio di neoplasia anorettale.  Infatti se si hanno rapporti omosessuali è consigliabile  sottoporti oltre che allo screening HPV del pene anche al Pap-test anale. Infatti le probabilità di sviluppare un’infezione anale da HPV ed eventuale  carcinoma anale è  molto più alta negli omosessuale.

 Il preservativo protegge dall’Hpv?

A differenza di altre malattie a trasmissione sessuale, nel caso dell’HPV l’utilizzo del preservativo non protegge completamente dall’infezione, pur riducendo il rischio di contagio. La trasmissione avviene attraverso il contatto di cute e mucose, pertanto il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico.

CHE COSA FARE IN CASO DI SOSPETTA INFEZIONE ?

Alcune lesioni HPV correlate possono essere diagnosticate mediante la semplice ispezione dei genitali nel corso della visita andrologica. Altre lesioni subcliniche si possono diagnosticare mediante l’osservazione del pene dello scroto e del perineo mediante la penoscopia.  La PENOSCOPIA è una metodica diagnostica non invasive che permette all’andrologo di valutare alcuni pattern morfologici  fisiologici o patologici della cute e delle mucose dell’area genitale. Le  lesioni subcliniche appaiono dopo applicazione di acido acetico sotto forma di “aree aceto-bianche” in pazienti abitualmente asintomatici. La possibilità reale che tale indagine porti ad un elevato numero di falsi positivi davanti a lesioni acidofile o papillari, dovrebbe condurre  l’andrologo ad un esame mirato alla ricerca del virus HPV mediante tampone (HPV-DNA test). Si tratta di una tecnica di amplificazione genica nota anche come PCR.

La Tecnica della PCR (HPV-DNA test) rappresenta quanto di meglio oggi si ha a disposizione delle biotecnologie nell’area della Patologia Clinica per la diagnostica delle malattie virali. Mediante questa tecnica, per la sua alta specificità e sensibilità, si possono svelare quadri di patologie infettive latenti o con scarsa presenza di agenti infettanti, che risulterebbero di difficile diagnosi o rimarrebbero senza diagnosi con qualsiasi altra tecnica.

CHE COSA FARE IN CASO DI INFEZIONE O SOSPETTA INFEZIONE ?

Non sempre è necessario asportare le lesioni provocate da questo virus, specie se piatte e non associate ad alterazioni citologiche.  Infatti l’organismo  in buona salute può respingere in pochi mesi un’iniziale infezione, senza bisogno di dover intervenire con terapie specifiche. Ecco perché molte alterazioni cellulari causate dal papillomavirus scompaiono da sole senza bisogno di alcuna cura. La rimozione delle lesioni mediante tecniche di crioterapia o diatermocoaglazione o laserterapia può apparentemente risolvere il problema, asportando le manifestazioni cliniche della malattia ma spesso la biopsia rivela una persistenza dell’infezione, anche se non sono più evidenti le escrescenze.

Quindi è bene anche ricordare che qualsiasi tipo di lesione da papillomavirus può sia persistere dopo il trattamento, sia recidivare in un tempo variabile.

 

E’ IMPORTANTE SAPERE CHE

Non c’è modo di sapere per certo quando è stato trasmesso il papillomavirus. I condilomi genitali possono essere trasmessi da una persona che non ha nessun segno visibile dell’infezione. I condilomi possono comparire settimane, mesi o anni dopo il contagio, oppure non apparire mai.

Partner che stanno insieme per un certo periodo tendono a trasmettersi il papillomavirus. Ciò significa che il(la) tuo(a) partner può già aver contratto il papillomavirus, anche se non mostra segni o sintomi di infezione.

L’uso del preservativo può ridurre il rischio di trasmettere il virus a condizione di essere usato sempre e in modo corretto. Ma il papillomavirus può infettare aree genitali che non sono protette dal preservativo, per cui la protezione può non essere totale.

Non è chiaro se vi sia alcun beneficio nell’avvertire futuri partner sessuali di aver contratto condilomi genitali nel passato (una volta che siano stati curati). Questo perché non si sa se e per quanto tempo si rimanga contagiosi dopo il trattamento.

LEGGI ANCHE “Quello che un uomo deve sapere dell’infezione da HPV (papillomavirus)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail