Il virus HPV può determinare infertilità maschile

I Papilloma virus umani (HPV) rappresentano un gruppo di virus con localizzazione strettamente epiteliale verso cute e mucose, in particolare quelle delle regioni ano-genitale e oro-faringea. Si conoscono circa 200 genotipi di HPV che vengono classificati in alto, medio o basso rischio, sulla base della capacità di promuovere o meno dei tumori (carcinomi) nei distretti epiteliali infettati. Le patologie determinate dall’HPV possono essere  manifestazioni sia benigne, quali verruche, papule e condilomi (creste di gallo), che maligne, quali il carcinoma della cervice, della regione testa-collo, dell’ano e del pene. La via di trasmissione sessuale rimane la più rilevante, rendendo quella da HPV una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse. Tuttavia, oggi si riconosce anche una via di trasmissione attraverso contatti sessuali non penetrativi.

L’infezione da HPV può colpire anche l’ uretra, dotti deferenti, epididimo e testicoli.  Un  crescente numero di studi  hanno analizzato la relazione tra infezioni da HPV ed infertilità maschile. L’HPV è stato rilevato nel liquido seminale in circa l’11% degli uomini asintomatici sessualmente attivi e nel 20% dei maschi con infertilità idiopatica. Oggi si ritiene che l’HPV sia un fattore di rischio per la fertilità maschile. In soggetti infetti da HPV  si riscontrano condizioni di:

  • astenozoospermia (ridotta motilità degli spermatozoi)
  • Necrozoospermia (bassa concentrazione di spermatozoi vitali)
  • Teratozoospermia (ridota percentuale di spermatozoi con morfologia normale).

In modo particolare sono stati riscontrati nel liquido seminale di individui con infezione da HPV una percentuale elevata di anticorpi antispermatozoo. Infatti anticorpi delle classi IgA e IgG sono stati riscontrati adesi nella testa degli spermatozoi. Determinando un ruolo rilevante nella riduzione della fertilità maschile, sia spontanea che assistita.

Uno studio che confrontava 226 coppie infertili, ha messo in evidenza che nelle coppie infertili e con la presenza di HPV nel liquido seminale presentavano una riduzione del numero di  gravidanze naturali e assistite ed un maggior rischio  di aborto quando confrontate con le coppie non infette.

Non è ancora chiaro quali siano i meccanismi responsabili di questo fenomeno. L’HPV 52  è il sottotipo  più comunemente scontrato nei casi di bassa concentrazione di spermatozoi (oligospermia) e ridotta motilità degli spermatozoi (astenospermia)

Strategie per migliorare la fertilità

In assenza di una terapia efficace contro l’infezione da HPV, sono state proposte delle strategie per contrastare l’infezione seminale nel maschio e migliorarne la fertilità

  1. Il Counseling Uno studio del 2014 ha dimostrato che, in coppie in cui almeno un membro era affetto da HPV, il rispetto di alcune semplici  regole era in grado di ridurre la trasmissione e la persistenza del virus a livello seminale:
      • 1) uso del preservativo,
      • 2) accurata igiene dei genitali e delle mani
      • 3) sospensione del fumo e di droghe
      • 4) rimozione di eventuali lesioni condilomatose,
      • 5) uso di indumenti intimi ed asciugamani strettamente personali e loro lavaggio ad elevate temperature. In questo studio, le coppie che si attenevano strettamente al counseling avevano una significativa riduzione dell’infezione .
  2. La Vaccinazione. Secondo recenti studi, l’utilizzo del vaccino  nei maschi con infezione seminale persistente da HPV sembra in grado di accelerare l’eliminazione del virus e produrre una stabile risposta immunitaria.
  3. Il lavaggio del liquido seminale, attraverso uno swim-up modificato con l’utilizzo di enzimi proteolitici, si è rivelato efficace nella completa eliminazione del virus dalla superficie degli spermatozoi.

 

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